Comiciare con il piede giusto!

Rubrica “Parola Viva”  –  Il commento al Vangelo della domenica a cura dei gifrini!

a cura della fraternità di Firenze Monte alle croci

 

I DOMENICA D’AVVENTO (ANNO C)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

Comincia bene il nuovo anno liturgico: “gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere… Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.” Eppure queste parole di Gesù non intendono generare ansia, quanto piuttosto invitarci a guardare più in là del solito, oltre gli orizzonti ristretti delle nostre preoccupazioni personali: il prossimo esame, le grane del lavoro, i rapporti con la famiglia mai troppo semplici… Ognuno ha i propri affanni della vita.
Rinchiudersi in tutto questo, evitando ciò che crea problemi e ci mette in discussione, sembra molto più semplice. Dopotutto basta aprire i social o ascoltare discorsi in giro per percepire un clima pesante, in cui il sospetto si insinua ovunque e porta a mettersi sulla difensiva contro tutto ciò che è diverso, ignoto, straniero: gli altri fanno paura. Meglio allora rifugiarsi nella sicurezza del proprio quotidiano e fare del bene solo “se possibile”.
Gesù però mette in guardia contro questo “appesantirsi del cuore” che inevitabilmente si trasforma in un limite, e non ci consente di cogliere la buona notizia: la liberazione è vicina. Il Signore viene, nasce ancora una volta per liberarci da tutto ciò che ci lega e ci impedisce di fare della nostra vita una meraviglia. Il nostro cammino di fede personale e gifrino altro non conduce se non a questo; ed il rito delle Promesse, che questa domenica la nostra fraternità rinnova, lo ricorda: mettere insieme le nostre giovinezze per collaborare con Dio a costruire un mondo migliore. Gesù ci chiede di vegliare, ed i quattro punti della Promessa diventano per noi il modo che la Chiesa ci propone per vivere attivamente questa attesa del Suo ritorno, quando il Regno si compirà per sempre.

 

Comiciare con il piede giusto!
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