“Duc in altum!”

Preparazione al Capitolo Regionale – Parte 3

a cura di Fra Franco

Carissimi,

è con gioia che accolgo l’invito a condividere con voi alcune riflessioni (in vista del vostro prossimo Capitolo).

Nell’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”, al n. 6, Papa Francesco ci avverte che “ci sono Cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua…” eppure “sempre rimane almeno uno spiraglio di luce che nasce dalla certezza personale di essere infinitamente amato, al di là di tutto”.

A partire proprio dalla forza dirompente di queste parole che vorrei provare a fornirci alcuni spunti per poter vivere la nostra vocazione francescana.

Papa Francesco nella sua Esortazione vuole condurci dalla “desolazione”, dalle tenebre e dalla tristezza interiore, alla “consolazione” alla gioia e alla pace del cuore. Alcuni brani di questo scritto possono guidarci nel nostro itinerario quaresimale.

  • La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. La nostra tristezza non guarisce che con un amore infinito. (1)
  • La proposta è vivere ad un livello superiore, però non con minore intensità: «La vita si rafforza donandola e s’indebolisce nell’isolamento e nell’agio. Di fatto, coloro che sfruttano di più le possibilità della vita sono quelli che lasciano la riva sicura e si appassionano alla missione di comunicare la vita agli altri… La vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri. La missione, alla fin fine, è questo». (10)
  • Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto. (2)
  • Che amore è quello che non sente la necessità di parlare della persona amata, di presentarla, di farla conoscere? Se non proviamo l’intenso desiderio di comunicarlo, abbiamo bisogno di soffermarci in preghiera per chiedere a Lui che torni ad affascinarci. Abbiamo bisogno d’implorare ogni giorno, di chiedere la sua grazia perché apra il nostro cuore freddo e scuota la nostra vita tiepida e superficiale. (264)

Chiediamoci, allora, quali azioni e quali atteggiamenti sono predominanti nella nostra vita? La gioia di essere amati da Dio, il desiderio di fare il bene, il rendimento di grazie per i doni di ogni giorno? O la nostra vita è segnata dalla tristezza, dalla solitudine, dal vuoto?  Chiediamoci se cerchiamo di vivere attentamente e consapevolmente ogni giorno o se ci lasciamo trasportare da preoccupazioni inutili e da attrazioni superficiali della vita?

Carissimi fratelli il nostro cammino di rinnovamento e di rinascita passa attraverso la “rigenerazione” della nostra fede e della nostra vocazione. Con coraggio impegnamoci a verificarci e a lasciarci condurre su nuovi sentieri, così come ha saputo fare il nostro Serafico Padre Francesco e tanti altri fratelli che hanno saputo scoprire la via della santità.

…E allora “Duc in altum” e avventuriamoci nel grande oceano della nostra vita con grande coraggio e fiducia divenendo con la nostra vita testimonianza, segno teologico della presenza di Dio. Entriamo in relazione con tutti i fratelli con lo stile tipicamente francescano dell’accoglienza, dell’amicizia, dell’ascolto, della reciprocità, del rispetto, della fiducia dell’amore fraterno, del dialogo con tutti… gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente diamo.

Buona strada a tutti e ogni bene nel Signore.

“Duc in altum!”
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