Hoperazione Gi.Fra.

Missione: #HoperazioneGifra

Colle Val d’Elsa (SI) – Convento San Francesco

27-30 Dicembre 2016

Dati della missione: Top Secret – a solo uso e azione dei gifrini.


Tre gifrini sotto copertura sono stati incaricati di portare a termine una missione molto, forse troppo, importante: farci un resoconto di ciò che il campo a Colle ha suscitato in loro. Ce la faranno? … non ci resta che scoprirlo…

 

Relazione a cura di: gifrina Emma!

 

Mi chiamo Emma ho 14 anni e sono di Livorno, questo per me è il mio quarto campo della Gi.Fra Toscana e come è successo anche negli anni passati, ho aspettato con ansia questo momento che rappresenta un’occasione importante per tutti noi “gifrini”.

 

 Ho trovato l’esperienza di quest’anno diversa dalle altre in quanto ho partecipato ad attività nuove che mi hanno colpito molto rispetto a quelle che ho vissuto negli anni scorsi, in particolare il tema della ‘Speranza’, un argomento che mi è vicino e che mi ha coinvolto in maniera profonda. Da questa esperienza 2016 sono uscita molto cresciuta da un punto di vista spirituale, ho imparato che ci sono modi per me nuovi di affrontare la vita, ho conosciuto nuove persone, ho messo me stessa a confronto con gli altri e  ho dato risposte a domande che mi sono fatta nel mio cammino. Come ogni volta l’incontro con i gifrini è importante, stimolante e mi aiuta a cercare di vivere in fratellanza e pace con chi mi sta intorno.

 

 Alla prossima!!!!

Emma

 

Relazione a cura di: gifrina Viola!

 

Solitamente quando si vive una stessa esperienza molte volte si rischia di non riuscire più a meravigliarsi e rimanere sorpresi da quello che ti viene chiesto di vivere, invece questo non succede con il Campo Regionale Gifra. Le esperienze che il consiglio regionale ci ha proposto sono state molte, ma mai ho provato la sensazione di non avere abbastanza tempo per godermele a pieno; ad ogni momento è stato dato il giusto tempo e ciò ci ha aiutato a metabolizzare e riflette maggiormente sul senso di quello che ci veniva detto.

 

La cosa più bella che fin da principio mi ha colpito di questa “Hoperazione Gifra” è stata la presenza di una quantità notevole di volti nuovi, che, forse complice anche la ristrettezza degli spazi comuni, si sono subito messi in gioco, permettendo all’aria di fraternità e comunione di insinuarsi fra tutti noi con maggiore intensità fin dal primo momento. Per quanto mi riguarda, ma penso di poter parlare a nome di molti, le esperienze vissute mi hanno davvero scosso, interrogato e riempito la valigia di molte più domande di quante già non me ne portassi dietro. Adesso tornata a casa la voglia di mettersi subito in azione per cercare una risposta a quegli interrogativi è molta, ma se c’è un’altra cosa che ho davvero compreso da questa “Hoperazione” è che prima di agire si deve avere la pazienza di aspettare, guardarsi dentro il più approfonditamente possibile e pregare, perché, come c’è bisogno di controllato entusiasmo, pazienza, riflessione su quello che è meglio dire e fare per convincere dei semplici passanti, per le vie di Siena, a venire a scoprire in Chiesa un Volto nelle Notte, che ha voglia di passare con loro alcuni istanti della propria serata, così ce ne è bisogno nella mia vita.

 

Le cose da dire su questo campo sarebbero ancora molte, ma non è possibile riassumerle e farle passare a pieno in così poche righe. Non rimane che ringraziare tutti coloro che si sono messi in gioco, che hanno contribuito a rendere questa esperienza piena di piccoli, ma importanti, momenti indelebili. Un grazie ancora più importante va al consiglio regionale e ai frati che hanno dato vita a questa esperienza e ci hanno accompagnato, senza il cui impegno niente di tutto ciò sarebbe stato possibile.

Viola

Relazione a cura di: Operatore Logistico-Tattico “Maccheronialsugo”

Non è facile racchiudere un’esperienza simile in poche righe, specialmente per uno prolisso come me, ma si fa il possibile.

Hoperazione Gifra, un campo racchiuso in un gioco di parole “Hope-r-Azione”, e già qui inizia a farsi sentire il genio malato ed efficace di questo nuovo consiglio. Un cammino che non tocca cose lontane ma tocca direttamente noi stessi, dai nostri desideri e “Speranze” a tutto ciò che mina il nostro cammino o che lo fortifica, quelle che abbiamo definito con l’aiuto di diversi relatori le nostre “Paralisi”. Ci siamo scoperti, scossi, lacerati… ci siamo sentiti forse malati, ma come sempre il Signore attraverso i fratelli è riuscito a porci la domanda giusta al momento giusto: “Vuoi Guarire?”. Come il malato nel Betzata che aspettava che qualcuno lo spingesse dentro la piscina (niente tuffi a bomba eh) e invece si è trovato lì spiazzato da una domanda che non aveva mai considerato, e forse neanche noi. Ed è stato così che il Signore si è manifestato nei fratelli e ci ha toccato, e alla domanda “Vuoi Guarire?” è seguito un “Ora alzati e fai come me”.

Aspetta, aspetta… Cosa?! Che?! Che devo fare io?! Ma non sono neanche in grado di rifarmi il letto per bene, devo chiedere qualcosa agli altri? Devo fisicamente FARE qualcosa? Ebbene si…

Ed è qui che dopo aver finito il nostro “Hope for dummies” ci siamo formati in quel “per Azione” che crea la nostra corda tesa fra la Speranza e l’Azione. Ebbene si, perché questi gifrini si sono trovati a dover andare fra la gente di Siena, tra venditori di Rose, turisti Inglesi, ragazzi della nostra età e persone qualunque a presentare Il Volto nella Notte. Il Signore ci ha chiamato a farci suoi strumenti e il consiglio ci ha offerto questa bellissima opportunità di azione ed evangelizzazione. Ognuno ha fatto la sua parte, chi ha animato, chi ha accolto, chi ha spinto e chi ha mostrato come pregare e ha pregato perché ci fosse incontro, perché ci fossero ponti e non muri fra il Signore che ci ha ascoltati e li ha ascoltati e ha parlato a chiunque di quella chiesa ha fatto un punto di sosta o un punto di ripartenza.

Non è facile raccontare in poche righe il clima, il carisma, la bellezza, l’unicità di ogni singolo gifrino, ogni singola persona che ha contribuito a vivere una vera esperienza di fraternità, di comunione, di bellezza autentica. Perché si, ci si trova solo una volta l’anno tutti insieme in questo modo, ma ogni volta sembra che passino solo pochi giorni e che non ci si sia mai lasciati. È stato fantastico trovare vecchi e nuovi gifrini; adulti, giovani e Giovanissimi; fratelli e sorelle che con un abbraccio, un sorriso o con la loro semplicità hanno saputo regalare piccoli ricordi saldi nel cuore e indelebili. In un mondo fatto di hashtag, selfie e post quello che mi porto sono cancelletti che diventano sorrisi, selfie che diventano abbracci e sorrisi insieme e post che vedremo nelle nostre bacheche bianche e blu ma che restano impresse dentro di noi, come piccole foto Polaroid che abbiamo scattato ieri, sventolato oggi e, una volta asciutte, mostreranno i colori di una fraternità che brilla di luce propria!

Un abbraccio a tutti e un vero, sincero e enorme GRAZIE a tutti voi.

Ben fatto ragazzi, abbiamo vinto, missione compiuta. Qui “Maccheronialsugo” passo e chiudo.

Mirko

 

 

Hoperazione Gi.Fra.
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